Proseguono i lavori di posa della Residenza universitaria Mayer, ultima frontiera della bioedilizia italiana

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La struttura, realizzata interamente in pannelli di legno X-Lam, ha raggiunto il terzo dei cinque livelli previsti. Sperimentata per la prima volta in Trentino la tecnica costruttiva “just in time”

Proseguono secondo i tempi prestabiliti i lavori di costruzione della Residenza universitaria Mayer, in Corso Buonarroti a Trento. Oggi ha inizio la posa delle cellule abitative che andranno a formare il terzo livello dei cinque complessivi previsti.

Fino a questo momento sono state posate 29 celle che costituiscono le unità abitative, comprensive di impianti elettrici, pannelli di gessofibra e finestre con tecnologia e design Essepi. A queste si sono aggiunti, nel secondo livello, ampi locali condivisi e superfici di collegamento dotati di maxivetrate e tre portefinestre scorrevoli di grandi dimensioni. Il completamento del terzo livello, previsto entro le prossime due settimane e che comprenderà 21 ulteriori celle, corrisponde esattamente al 50% dei lavori strutturali dell’intera opera, la cui consegna ufficiale è fissata per il giugno 2016.

I moduli, in pannelli di legno X-Lam da Abete Rosso della Val di Fiemme certificato FSC, vengono preassemblati nello stabilimento Essepi XXL di Cavedine, con una produzione just in time in anticipo di dieci giorni sulla posa in cantiere. La tecnica costruttiva “a celle prefabbricate” – sperimentata per la prima volta in Trentino ‑ permette una razionalizzazione dei tempi e dei costi di realizzazione, e notevoli vantaggi a livello di sicurezza e di impatto urbano e ambientale. Sino a questo momento tale tecnica ha consentito un’agevole integrazione di dettagli costruttivi in corso d’opera, e ha superato alcune difficoltà logistiche e organizzative dovute al trasporto e allo scarico in cantiere delle celle prefabbricate, nonché alla superficie cantieristica di limitata estensione e situata in un’area centrale della città. Al fine di contenere ulteriormente i disagi recati al traffico e ai residenti, il piano lavori dell’edificio progettato a ferro di cavallo prevede di ultimare per primo il lato che affaccia su Corso Buonarroti.

La nuova Residenza universitaria Mayer si conferma così l’ultima frontiera della bioedilizia italiana: un modello costruttivo avanzato per un edificio a destinazione civile in grado di abbattere i consumi energetici e i costi di gestione, e garantire il massimo comfort abitativo.

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